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I Presidenti

PAOLO VERDOLIVA

Iscritto al Gruppo Alpini di Gorizia, in carica dal 27 aprile 2011.
Nato a Gorizia il 24 novembre 1957; residente a Gradisca d’Isonzo (GO). Coniugato dal 1992. Professione: funzionario regionale dal 1980

Servizio militare:
Chiamato alle armi il 18 aprile 1978 incorporato presso il Btg. Alpini “Vicenza” a Codroipo (UD), dove effettua il C.A.R.,
trasferito effettivo al Btg.Alpini “Gemona” a Tarvisio,
presta servizio quale aggregato presso l’Ospedale Militare di Udine, Reparto Osservazione,
rientra al Btg.Alpini “Gemona”, dove si congeda il 4 aprile 1979.

Iscritto all'A.N.A.: dal 1983.
Consigliere del Gruppo Alpini Gorizia in diversi mandati, attualmente è il Vice Capogruppo.
Consigliere sezionale dal 1997, da quella data ha ricoperto la carica di Cassiere-Economo fino al 2009. E’ stato anche Vice Presidente sezionale dal 2003 fino al 2009.

Titoli:
E' Cassiere-Economo dell'Associazione "Amici dell'Isonzo" che si occupa di scambi culturali e di collaborazione con le Nazioni una volta belligeranti lungo il Fronte della I Guerra Mondiale ed in particolar modo con l’Ungheria.

RENATO CISILIN

Gruppo di Medea, in carica dal 2009. Nato a Cormòns (GO) il 12.11.1947, residente a MEDEA (GO)
Stato Attuale:
coniugato dal 1977, due figli di cui uno già alpino dell'8°
Professione:
funzionario regionale e revisore dei conti con regolare iscrizione
Servizio militare:
arruolato il 04.04.1974 presso il 3° Artiglieria di Montagna Gruppo Conegliano a Gemona del Friuli, in realtà presta quasi interamente servizio quale aggregato presso l'Ufficio Amministrazione dell'Ospedale Militare di Udine. Si congeda il 05.05.1975.

Iscritto all'ANA: dal 1975.
Segretario del Gruppo Alpini di Medea dal 1975 ad oggi.
Consigliere sezionale dal 1982 ad oggi con una interruzione dal 1995 al 2000. Più volte Vice Presidente sezionale era Vice Presidente uscente.

Titoli:
già cavaliere della Repubblica dal 1991 è stato nominato ufficiale nel 2007.
Consigliere provinciale dal 1978 al 1988 ha ricoperto anche la carica di Assessore provinciale.
Sindaco del Comune di Medea dal 1995 al 1999.
E' presidente dell'Associazione "Amici dell'Isonzo" che si occupa di scambi culturali e di collaborazione con le Nazioni una volta Belligeranti lungo il Fronte della I Guerra Mondiale.

 

 

 FRANCO BRAIDA

Nato a Cormons (GO) l’11 settembre 1937. Pensionato, coniugato, un figlio. Ha svolto la professione di impiegato tecnico nel settore tessile. Ha fatto il Servizio Militare da maggio a fine ottobre 1959 alla S.M.A. di Aosta per il 15° Corso A.S.C., dal novembre 1959 ha prestato servizio presso l’XI Raggruppamento Alpini da Posizione 16° Btg. – Brigata Alpina JULIA. Dal maggio 1960 promosso Sergente. Congedato il 27 ottobre 1960. Richiamato in servizio per addestramento al 7° Rgt. Alpini, Btg. Feltre dal 16 ottobre al 14 dicembre 1961.
E’ iscritto all’A.N.A. dal 1961. E’ stato Capogruppo di Cormons dal 1979 al 2002.
Consigliere Sezionale dal 1999. Vice Presidente Vicario dal 2003. Presidente della Sezione dal 2004 AL 2009.

 

 GUERRINO CANOLA

Nasce ad Aidussina il 29.01.1942 da genitori vicentini (ultimo di tredici figli) e arriva a Gorizia nel settembre dello stesso anno. Termina gli studi con le scuole superiori e nel marzo del ’63 fa domanda al 23° Corso Allievi Sottufficiali di Complemento. Ammesso, frequenta la Scuola della Motorizzazione di Cecchignola (Roma). Viene quindi trasferito all’Autoreparto della Brigata Alpina “Cadore”, Comando Unità e Servizi, nel novembre del ’63 per l’aggregazione definitiva al VII Alpini del Btg. “Pieve di Cadore” con il grado di Sergente. Congedatosi, dopo quindici mesi di servizio, nell’Agosto del 1964 s’iscrive all’Associazione Nazionale Alpini di Gorizia ricoprendo negli anni incarichi sempre maggiori fino alla Presidenza Sezionale assunta dal Marzo 2001, prestando contemporaneamente servizio volontario nella Protezione Civile della Sezione ANA Isontina.

 

 COL. GASTONE MARIZZA

Nato a San Lorenzo nel 1937, ha frequentato il Liceo Classico di Gorizia e conseguita la maturità decide di intraprendere la carriera militare nel Corpo degli Alpini. Nominato Sottotenente viene assegnato al Btg. “L’Aquila” dell’VIII e subito dopo all’8a Cp. Mortai da 107. Vi rimane per quattro anni e con l’ennesima ristrutturazione delle Forze Armate, diventa effettivo al Btg. “Tolmezzo” a Venzone. Nel 1966 viene ammesso al 16° Corso piloti di elicotteri. Conseguito il brevetto dopo un anno di permanenza nel reparto di volo del IV C.A. di Bolzano, arriva a Belluno dove si costituisce il nucleo elicotteristi della “Cadore”. Vi rimane per vent’anni indimenticabili, realizzando 4000 ore di volo. Tra i ricordi più significativi a parte i soccorsi in montagna, gli rimane la triste esperienza del terremoto in Friuli del 1976. Nel 1987 chiede il trasferimento, quale pilota, a Udine nella “Julia”. Viene “accontentato” e come premio per la lunga militanza dei reparti del IV Corpo, “passa in Cavalleria” a Palmanova. Nella Brigata “Pozzuolo del Friuli” dopo il primo e duro impatto, si ambienta e comincia a familiarizzare con il nuovo ambiente, conoscendo gente nuova, tradizioni diverse e si rende conto che la Cavalleria è una splendida Arma. Collocato in congedo a domanda, passa “effettivo” all’ANA. Diventa Capogruppo di San Lorenzo Isontino, Consigliere Sezionale e nel 1995 prende le consegne dal Gen. Sergio MENEGUZZO, diventando Presidente della Sezione di Gorizia. Una nuova interessante e bella esperienza che gli ha fatto conoscere meglio i molti pregi e i pochi difetti dell’ANA.

 

 GEN. SERGIO MENEGUZZO

Sceglie di nascere a Castelgomberto (Vicenza), terra di artiglieri alpini. E' l'anno 1917. Vent'anni dopo è già alla Scuola Allievi Ufficiali di Bra. S. Tenente, fresco di nomina, arriva a Gorizia al 3° Artiglieria Alpini "Julia", Gruppo "Udine". Piuttosto vivace, riesce a farsi trasferire al "Conegliano". Del grande libro della guerra scrive anche la prefazione: nel 1939 va ad occupare l'Albania e vi rimane il tempo per combattere contro i greci. L’orizzonte dei monti gli va stretto. Preferisce quello del deserto “osservato” dall’alto, con la 87ima Squadriglia Serenissima” (lui è veneto), quando la “Julia” rientra in Italia a dimenticare il brutto pasticcio della guerra alla Grecia. Gli Inglesi lo feriscono in combattimento, a nord di Cufra. Rientra in Italia a menare le mani in Jugoslavia, fìno all’8 settembre ‘43. È il momento del “tutti a casa” ma emigra al sud per liberare l’Italia. A sud l’Artiglieria Alpina non è stata ancora inventata e compie il più grande sacrificio della sua vita: per non mollare la penna rinuncia ai cannoni. Comanda una compagnia di alpini del Reggimento Speciale del Gruppo di Combattimento “Legnano". Nel ‘47, avendo alle spalle una promozione e passaggio in s.p.e. per merito di guerra, una Medaglia di Bronzo al V.M., una Croce di Guerra al V.M., tre Croci di guerra al Merito (poi diventerà anche Cav. dei SS. Maurizio e Lazzaro), rientra nella normalità. Ha comandato il Gruppo “Belluno”, il 20 Rgt. Art. Montagna “Tridcntina” e il Q. G. Forze Terrestri Alleate del Sud Europa. L “‘Esigenza Friuli”, nel 1976-77, lo vede, al comando dei “Campo di Lavoro ANA n° 2 di Attimis ed a quello di Villa Santina.

 

 ITALO QUERINI

Il “Presidente” per antonomasia. Attualmente Presidente Onorario della Sezione. Assume l’incarico ad un anno dalla ricostituzione della sezione “ereditando dalle rovine della guerra iscritti ed un patrimonio di centoventun lire”. Lo lascierà trentatre anni dopo con seicento inscritti e per patrimonio una casa. Primo atto importante la “pazzia”, dicono a Milano, di chiedere un’Adunata Nazionale a Gorizia, in un momento in cui sembrava che le Adunate non dovessero avere futuro. La farà lo stesso e fu il germe di una pianta vigorosa. Di ancora altre “pazzie” questo opuscolo fa cenno, sia pure frammentaria­mente. Il rapportio del “Presidente” con gli alpini e con la Sezione è riassunto, del resto, nelle sue parole di commiato: “…Voglio chiudere col dirvi che sono entrato a far parte delle truppe alpine a vele spiegate, in un ambiente che mi era congeniale per consuetudine e per preesistenti, fraterne amicizie, che gli eventi bellici prima, il tempo poi hanno dolorosamente diradato ma che mai potrò dimenticare. E per dirvi che sono orgoglioso di essere appartenuto alla Julia ma, soprattutto, di essere stato vostro Presidente per trentatre anni. Presidente di questa Sezione che ha spesso ardito ma anche molto realizzato e che io ho amato come una mia creatura…Grazie a tutti voi”. Oggi a novanta anni compiuti, il Presidente Querini benedice ancora il caso e quell’oscuro maresciallo di distretto che cinquant’anni fa lo assegnarono alle truppe alpine. Medico, giunse in Albania quando la "Julia" era semplicemente una divisione alpina. Ne condivise sul fronte greco tutte le vicende, quando stava diventando la "Divisione del Miracolo".

 

 ANGELO MILANI

E' stato uno dei promotori della costituzione della sezione nel 1923 e dIella ricostituzione nel 1946. Nato a Sordevolo (Vercelli), classe 1896, giunse a Gorizia nel ‘19 con il Btg. "Aosta”, primo reparto alpino arrivato di stanza in città. Presidente della Sezione nel 1928, ne vivificò l'attività e la partecipazione. Non iscritto al Part. Naz. Fascista, si dimise nel ‘50 quando I’A.N.A. passò dli fatto sotto il controllo delle organizzazioni del Regime, non smettendo tuttavia di dare la sua valida opera. Fu Consigliere Nazionale nel biennio 1950-52. Combattente della prima Guerra mondiale fu decorato con tre medaglie di Bronzo al V.M.. Le prime due, S. Ten. sull’Ortigara, a soli nove giorni di distanza l’una dall’altra, e dove fu ferito. La terza, tenente, sul Grappa.

 

 COL. UBALDO INGRAVALLE

E' stato il primo Presidente del dopoguerra. Nato a Roma nel 1886 , giunse a Gorizia nei primi anni '20 quale ufficiale in s.p.e. del 9° Alpini. Si iscrisse nella Sezione goriziana rilevandosi attivo collaboratore e valido organizzatore delle gare di tiro a segno, on le quali la Sezione cominciò a farsi conoscere fuori provincia. Combattente delle due guerre mondiali, fu decorato della Medaglia di Bronzo al V.M. Ebbe due promozioni per merito di guerra.

 

 ENRICO MATTIGHELLO

Il padre del faro sul monte Bernadia

Nacque a Lusevera il 14 febbraio 1891 da Giovanni (classe 1855) che nel 1875 sposò Maria Pez, (nata nel 1856); fu il primo di sette fratelli e sorelle.
Arruolato nel 1911, il 30 settembre 1912 è nominato sergente allievo ufficiale nel 7° Alpini e assegnato al battaglione Belluno, fino alla nomina a sottotenente di complemento, ottenuta il 28 febbraio 1913, con il passaggio all’8° Alpini.
Con il grado di tenente, partecipò alla Grande Guerra nei battaglioni Gemona, Val Fella e Monte Canin.
Nel 1918 fu nominato capitano in servizio attivo, ma nel 1920 a sua richiesta fu collocato in aspettativa presso il Distretto militare di Gorizia; ripresi gli studi di giurisprudenza, nel 1922 si laureò presso l’Università di Padova.
Nel febbraio del 1916 aveva sposato Bressani Maria Maddalena, di Nimis, da cui ebbe due figli: Sergio e Licia.
Avvocato e procuratore legale, tra le due guerre esercitò a Gorizia, dove fondò l’Unione Ufficiali in congedo.
Dal 1938 se non prima al 1943 fu inoltre Presidente della Sezione A.N.A. di Gorizia; sull’Alpino del 1° giugno 1938 comparve infatti un articolo sul XXIII anniversario della conquista del Monte Nero, firmato dal 1° capitano E. Mattighello, Comandante della Sezione di Gorizia. Buon conoscitore della lingua serbo-croata e slovena, allo scoppio del secondo conflitto mondiale, venne richiamato e con il grado di maggiore fu a Fiume con la 2^ Armata, comandata dal gen. Ambrosio.
Per il suo stato di servizio, si fregiava della Croce al Merito di Guerra, della medaglia Interalleata della Vittoria, della medaglia per la Guerra 1915-18 con relativi nastrini, della medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia ed infine della nomina a Cavaliere della Corona d’Italia (R.D. 11 settembre 1925).
Rimpatriato dalla Jugoslavia nel 1942, proseguì nella sua professione di avvocato, fino all’ 8 settembre 1943. I mesi successivi furono alquanto travagliati per il maggiore Mattighello, travolto suo malgrado dallo sfacelo della Nazione; nel 1944 fu anche catturato da partigiani jugoslavi e solo i buoni auspici di chi lo conosceva per la sua onestà e correttezza, gli permisero di tornare a casa sano e salvo.
Nel settembre dello stesso anno, il paese di sua moglie, Nimis fu messo a ferro e fuoco dai nazifascisti ed egli perse gran parte dei suoi affetti e delle sue cose personali; in quel tragico settembre, profugo tra i profughi, trovò rifugio a Tarcento, dove si stabilì definitivamente.
Dopo la guerra riprese la sua attività forense, ricoprendo altresì la carica di Presidente della Sezione Combattenti e Reduci e Presidente dell’allora Sottosezione A.N.A. di Tarcento, oltre che attivo fautore della rinascita dei Gruppi alpini della sua Val Torre.
Ma la sua opera più bella fu la costruzione del Monumento Faro sul monte Bernadia: Lo ideò in forma di penna alpina perché si doveva si onorare tutti i Caduti in guerra, ma in modo particolare gli alpini di quella Divisione Julia che è nel cuore dei friulani segno indelebile di gloria e sacrificio. Così scrissero i giornali del tempo.
Alla base del faro fece costruire una cappella per porvi le salme di alcuni nostri Caduti, mentre in cima alla costruzione fu posto un faro a luce tricolore, visibile a grande distanza. Ma gli anni passavano per il ten. Col. E. Mattighello.
Nel marzo del 1968 aveva presieduto l’annuale assemblea dei Combattenti e Reduci di Tarcento, di cui era Presidente.
Morì all’improvviso, a settantasette anni (con il grado onorifico di colonnello) a Tarcento il 6 aprile del mese successivo, compianto e ricordato da quanti ebbero modo di conoscerlo: in particolare dai suoi alpini, ai quali aveva dedicato gran parte della sua vita.
Ora riposa accanto alla sua consorte Maria, nel piccolo cimitero di Fraelacco di Tricesimo, dove i genitori si erano trasferiti dalla natia Val Torre, fin dagli anni venti del novecento.
Il 5 aprile del 2008, in occasione del 40° anniversario della morte, una breve cerimonia commemorativa si tenne presso la sua tomba, alla presenza dei Gruppi del Comitato-Faro ed altri limitrofi, del Vessillo della Sezione A.N.A. di Gorizia, di autorità civili dei Comuni di Tarcento e di Tricesimo, oltre che dai suoi suoi nipoti e pronipoti, venuti appositamente a ricordare una persona che ancor oggi vive nel cuore di tutti noi.

 

 TEN. PAOLO BARBASETTI

Veneto, che fu il Segretario del primo Consiglio Direttivo. Avvocato, funzionario della Cassa di Risparmio, risiedette a Gorizia fino agli inizi del anni '40.

 

 COL FEDERICO CARLEVARIS

Piemontese di Casale Monferrato, dove era nato il 5 Aprile 1894, Federico Carlevaris fece parte del primo Consiglio Direttivo della Sezione e poi, tra le due guerre ne resse per più volte le sorti. Approdò a Gorizia subito dopo la prima guerra mondiale e vi rimase quasi venticinque anni. Tenente ventiduenne del battaglione "Monte Albergian", del 3° Alpini, nel 1916 fu proposto alla medaglia di bronzo. Il battaglione era stato appena costituito con le reclute del '96. Gravemente ferito ad una gamba, nel 1917 fu fatto prigioniero. Richiamato negli anni 1940-'43, comandò successivamente il battaglione "Val Leogra" ed "Alpina bis", del 9° Alpini. Ritornato in Piemonte nel 1946, fu Socio, Consigliere ed infine Consigliere onorario della Sezione di Torino. Nel 1931, su proposta dell'Associazione Combattenti di Gorizia, venne nominato Cavaliere della Corona d'Italia. E' "andato avanti " alla vigilia del suo ottantesimo anno a Roccaforte di Mondòvì, dove si era stabilito.

 

 PIETRO MENGHI

Fu il primo Presidente della Sezione, dal 1923 al 1928. Nominato Sottotenente in s.p.e nel 1913, chiese ed ottenne di raggiungere il Btg "Susa" del 3° Alpini, in Libia.
Alla vigilia del conflitto 1915-'18 fu assegnato al 6° Alpini. Partecipò a numerosi combattimenti rimanendo due volte ferito. La seconda volta fu sull'altopiano di Asiago, con il Btg. "Verona", nel corso di una cruentissima azione che lo vide animoso e protagonista. Perfetto conoscitore di varie lingue straniere, nel 1920 fu inviato in Alta Slesia come Aiutante Maggiore del Btg. "Monte Baldo". Al rientro chiese l'aspettativa e si laureò in legge, dandosi quindi all'attività forense a Gorizia, Milano e Roma. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale fu richiamato e nominato Capo Ufficio Personale della Divisione Corazzata "Emanuele Filiberto - Testa di Ferro".



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