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ATTIVITA’ DEL NUCLEO DI PROTEZIONE CIVILE SEZIONALE PER LA MANUTENZIONE AMBIENTALE SUI TERRENI DI PERTINENZA DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TRIESTE CON SEDE IN VIA ALVIANO A GORIZIA

La sede della suddetta università è stata ricavata utilizzando l’edificio che ospitava il Seminario,costruito agli inizi del novecento nei pressi della Villa Bokmann già sede del titolare della antica giurisdizione di S. Rocco. Oltre alla presenza dei due pregevoli edifici, tale luogo, era caratterizzato da una vasta area utilizzata per diverse colture agricole atte al sostentamento prima degli antichi abitatori della Villa Bokmann ed in seguito per i Seminaristi presenti in loco.
Su tali terreni si sono cimentati i migliori orticoltori di Gorizia, famosi in tutto l’Impero Austro-Ungarico e selezionatori di molte varietà di ortaggi e frutta alcuni dei quali, pervenuti ai giorni nostri, sono diventati dei prodotti tipici di Gorizia. Intorno agli anni settanta del secolo scorso l’avvallamento presente lungo la via Alviano è stato utilizzato come discarica per inerti e parzialmente livellato sul quale poi si è insediata una formazione boschiva spontanea composta da pioppi, soprattutto olmo siberiano (disseminatosi dal prospiciente viale) ed altre specie. In tale periodo la rimanente superficie (la maggior parte) era coltivata a prato e il versante sud era a colture agricole. In seguito all’abbandono di queste colture anche su questa superficie si insediava il prato che veniva regolarmente falciato da un privato che allevava dei cavalli. Una volta acquisito dall’università, tutto il sedime da questa non utilizzato veniva abbandonato da ogni attività compresa la manutenzione ordinaria. Attualmente tutta questa superficie risulta coperta da ampi lembi di prato incolto, invaso da cespugli, piantine di alberi da frutto franchi, derivati dalla disseminazione delle
piante da frutto relitte,querce,aceri ed altre specie spontanee. Sono presenti anche alcune superfici che possono definirsi bosco e come tali dovranno venir trattate. Tutta l’area, secondo il piano regolatore di Gorizia, ricade in zona servizi per l’istruzione. Tuttavia, dal momento che rappresenta la continuazione e la fine del colle del castello verso sud, qualora venisse riqualificata a livello ambientale negli spazi non necessari per l’attività dell’università (e compatibilmente con i suoi programmi di gestione delle pertinenze in questione) sarebbe un’ottima prosecuzione del parco urbano ivi previsto ed in parte realizzato, usufruibile da tutta la cittadinanza. L’ideale sarebbe intervenire ripristinando le superfici a prato arrenatereto (tutelate nelle zone agricole dalla L.R. 09/05) mediante asportazione di tutti i cespugli e cedendo a privati i successivi sfalci per il suo mantenimento, recupero e classificazione delle piante da frutto relitte (con il possibile ritrovamento di varietà locali in via di estinzione o che si presumono estinte), miglioramento delle superfici che la legge classifica come “bosco” mediante diradamento, pulizia del sottobosco ed eliminazione di specie esotiche ed esemplari in cattivo stato fitosanitario. Gli alpini della sezione di Gorizia hanno raggiunto un accordo con la dirigenza dell’università per iniziare a riqualificare queste aree utilizzando un finanziamento ottenuto a tale scopo. L’intento iniziale è quello di intervenire sul bosco formatosi sull’area prospiciente al cosiddetto “conference center” sorto sulla ex discarica. Tale intervento verrà eseguito con il volontariato ed il nucleo della protezione civile sezionale. Il finanziamento servirà a noleggiare attrezzature, acquisto di carburanti per decespugliatori e motoseghe, vettovagliamento per il personale impegnato ed altro, rimanendo gratuita la mano d’opera. Tutte le operazioni previste saranno eseguite nel rispetto dei regolamenti forestali ed ambientali sotto la sorveglianza del Corpo Forestale dello Stato .Di seguito si espone la distinta dei lavori  che si prevedono di svolgere:

-Lavori di pulizia del sottobosco, eventuale asporto di rifiuti e preparazione del sedime per l’abbattimento delle piante previste.
-Lavori di riduzione della massa legnosa derivata dai lavori di cui sopra, eventuale sramatura ed accatastamento in spazi che non saranno interessati da abbattimenti e comunque a luoghi accessibili a mezzi meccanici per l’asporto o cippatura.
-Abbattimento delle piante in cattivo stato fitosanitario, in sopranumero, ecc. come sopradescritto.
-Sramatura, depezzamento, allestimento delle piante abbattute e loro accatastamento in luoghi accessibili ai mezzi di trasporto.
-Asporto ed accatastamento delle ramaglie in luoghi accessibili a mezzi meccanici ed eventualmente di trasporto.
-Cippatura di tutto il materiale che non può essere utilizzato diversamente; il materiale derivato verrà utilizzato per livellare eventuali sentieri o altre aree presenti ed utili per l’accesso e la fruibilità del bosco trattato.
-Qualora conveniente il materiale di cui sopra potrebbe venire ceduto a ditte che recuperano biomassa per produzione di  pellets o compost  evitando cosi’ l’onere della cippatura.
-Abbassamento delle ceppaie ed altre eventuali rifiniture riguardanti le piante abbattute.
-Asporto del legname allestito in base all’utilizzo che era stato previsto; a tale scopo si precisa che il legname potrà essere ceduto ad enti di beneficenza per ricavare legna da ardere o ad altri a titolo gratuito rimanendo a questi l’onere dell’asporto o se di valore superiore potrebbe essere ceduto a ditte in cambio di altre prestazioni (esempio asporto o cippatura delle ramaglie).
-Eventuali piccoli livellamenti di asperità, buche o altre asperità che potrebbero costituire pericolo per eventuali fruitori; tali lavori potrebbero servire anche alla realizzazione della viabilità di servizio.
-Eventuale intervento di pulizia del sottobosco per la sua eliminazione definitiva da eseguirsi alla fine del mese di agosto successivo agli interventi di cui sopra.

Si fa presente che al momento della pubblicazione della presente, il nucleo della Protezione Civile sezionale è già intervenuto con due giornate di lavoro presso il parco universitario e riprenderà le attività nel mese di settembre.



 



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