Skip to Content

NOTE SULLA PENNA NERA

PREFAZIONE

Scrivere un nuovo libro sugli Alpini può sembrare un po’scontato ed anche inutile, data l’enorme mole di opere espressa sugli oltre 130 anni di storia carica di gloria e sangue delle Penne nere.
Altresì non è nemmeno proponibile cercare di emulare mostri sacri come Bedeschi, Stern, Revelli e tutti gli altri autori alpini.
Allora, perché un altro libro sugli Alpini?
Usurpando umilmente una frase che campeggia su una colonna molto famosa posta dai nostri Veci sull’Ortigara potrei dire “PER NON DIMENTICARE”.
Per non dimenticare ricordi, aneddoti, sentimenti ma, soprattutto, l’esperienza di vita fatta da chi, come me, ha servito la Patria da Alpino anche se in un modo particolare, ossia prestando servizio nel Coro della Brigata Alpina “Orobica”
Per non dimenticare cosa abbia significato per tanti ragazzi di vent’anni impegnarsi con tutto il cuore, spesso non capendo nulla di musica, impegnarsi per preservare e tramandare il significato dato dalle cante Alpine, vero tesoro orale di un intero popolo.
Per non dimenticare quelle cante nate in trincea per alleviare l’animo afflitto dall’orrore della guerra o  per dare un’ attimo di gioia, cante che  rispecchiano valori semplici, puliti, valori di un mondo che ormai non c’è più . . .
Per non dimenticare infine i Cori delle Brigate Alpine, nati dalla leva e con essa morti, e tutto ciò che hanno dato, con  purezza e tenacia, affinché le canzoni degli Alpini non andassero disperse. 
L'autore: Roberto Buffolini

 

SALUTO DI DON BRUNO PONTALTO FONDATORE DEL CORO B.A.O.


Strano, ma vero!
 


Chi è che si sogna di mettere nero su bianco – dopo 25 anni! – l’esperienza di 12 mesi di naja (che tradotto diventa sinonimo di vita e servizio militare obbligatorio nei suoi aspetti più gravosi)? Ebbene questo qualcuno c’è, e si tratta di un corista che viene da molto lontano, rispetto al bacino di reclutamento dell’allora Brigata Alpina “OROBICA.”
Io credo che Roberto Buffolini nel suo libro “NOTE SULLA PENNA NERA. - Ricordi di naja nel Coro Brigata Alpina Orobica” abbia voluto fare delle riflessioni sulla “sua” naja in seno al Coro Militare della Brigata Alpina “OROBICA”, e su come l’abbia vissuta lui.
La realtà della quale Roberto ad un certo punto divenne parte integrante esisteva già da una decina d’anni, con una sua precisa e peculiare identità .  Il tutto era partito da quando io avevo avuto l’idea (mica tanto normale!)  di formare un gruppo corale di Alpini di leva, e la mia idea era partita da una domanda: perché tra le Truppe Alpine non esistevano Cori Alpini alle Armi?
Le tradizioni musicali non mancavano, anzi, erano più vive che mai tra i “Veci” in congedo, quindi mi parve una cosa “buona e giusta” da fare. Poi, da cosa nasce cosa e fu così che nacque il Coro, il quale iniziò subito a farsi valere sia in ambito strettamente militare sia, e soprattutto, in ambito civile, tra la gente comune, che capirono subito il valore e il significato di ciò che io e i miei ragazzi facevamo.
Visto il riscontro positivo  il Coro è andato così avanti, diventando “grande” ed io, con pazienza e nel tempo, ho inserito un repertorio molto vasto, che andava dalle cante dei nostri Alpini ai canti del rifugio, da quelli della naja a quelli di montagna ed in generale, inserii le canzoni della nostra tradizione, quelle che facevano parte del cuore della gente.
Penso che Roberto, durante la sua naja “canterina”, abbia trovato sicuramente un’atmosfera ed un cameratismo tutto speciale, cameratismo che spesso è sfociato in un’amicizia duratura. Penso che abbia assorbito tutte le sensazioni ed i ricordi che il coro, con la sua vitalità, trasmetteva a chiunque, mentre le cante che via via imparava ed interpretava, oltre a stimolarlo a dare tutto se stesso, abbiano alimentato in lui valori e riflessi profondi nell’anima, abbiano forgiato ancor di più la sua Alpinità.
In definitiva credo che Roberto abbia ricevuto un utilissimo arricchimento della personalità e una diversa forma di maturità, e che quindi l’anno di leva non sia stato per lui, come per gli altri coristi, un anno sprecato ma bensì utile, formativo e, perché no, divertente!

Bruno PONTALTO

 

 

Per informazioni o richiesta di copie utilizzare la pagina contatti presente nell'home page.



Utenti in linea

Attualmente ci sono 0 utenti e 3 ospiti
Dr. Radut | pubblicazioni