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Protezione civile della sezione di Gorizia

 Forse pochi ricordano e molti ignorano che la riunione, durante la quale prese corpo l’idea del Presidente Bertagnolli di costituire dei cantieri di lavoro in Friuli, fu tenuta il 20 maggio 1976 proprio a Gorizia, la Sezione più vicina tra quelle non colpite dal sisma.
La bozza di progetto allora predisposto, prevedeva l’apertura di 30 cantieri e la presenza giornaliera di 100 persone per ogni cantiere. La zona di lavoro doveva essere un paese della fascia terremotata limitrofo all’epicentro. Ogni volontario avrebbe dovuto portare con sé il necessario per tutto il periodo di permanenza. L’Associazione avrebbe Fornito il vitto a tutti i partecipanti. Scopo dell’iniziativa era quello di Fornire un tetto alla maggior parte delle famiglie prima dell’arrivo dell’inverno.
Sull’intervento dell’A.N.A. in Friuli si è già detto e scritto molto, ma in un resoconto dell’attività della Sezione di Gorizia durante i suoi 70 anni di vita, non poteva mancare un accenno al contributo Fornito dagli Alpini isontini a quella iniziativa. E per lo scopo non servono molte parole ma sono sufficienti solamente alcuni dati.
- la tempestività: già il 24 maggio a Milano, convocati i presidenti di sezione viene attribuita al cantiere n. 2 la zona di Attimis. Sezioni partecipanti oltre a Gorizia, Trieste, Palmanova, Feltre e Cadore.
Il giorno successivo, a Gorizia, si decide un sopralluogo che viene effettuato 27 Maggio.
Il 6 Giugno ha inizio la sistemazione del campo e l’8 Giugno si procede alla nomina dei responsabili: capo cantiere l’ing. Aldo Innocente (Trieste), capo campo gen. Sergio Meneguzzo (Gorizia), - contabile Livio Tomasi (Gorizia), coadiutori il signor Enrico Macor ed il geom. Fiori de Biasi, coordinatore per le sezioni presenti, il presidente della sezione di Gorizia dott. Querini.
Il 15 Giugno, infine, (esattamente un mese e nove giorni dopo il terremoto) viene aperto il cantiere n. 2 di Attimis ed il giorno 8 agosto il n. 2 bis a Savorgnano del Torre.
Generosità: la sezione di Gorizia, nei tre mesi di lavoro, ha fornito al campo 240 persone tra alpini ed amici ed ha raccolto una somma complessiva di L. 21.241.552, oltre a materiali, attrezzature e mezzi vari forniti da ditte ed imprese della provincia.
Quale naturale conseguenza dell’esperienza maturata dagli Alpini nei cantieri della ricostruzione in Friuli, è nata in Italia la Protezione Civile; espressione del desiderio della gente di aiutare chi ne ha necessità senza nulla chiedere quale compenso se non la soddisfazione personale per un dovere compiuto.
Lo Stato ha pensato bene di utilizzare le enormi potenzialità che il volontariato, dopo l’esperienza del Friuli, aveva dimostrato di possedere.
Da allora sono passati quasi vent’anni e dopo un susseguirsi di leggi, leggine e disposizioni varie, emanate sia dai governi centrali che da quelli regionali, creando talvolta conflitti di competenza, la Protezione Civile non è ancora definitivamente avviata o, perlomeno, non ancora con norme chiare e semplici, senza ambiguità.
Agli Alpini era bastato un mese per mettere in piedi e far funzionare gli undici cantieri del Friuli.
La prima iniziativa di P.C. di alcuni Gruppi, fu quella dell’adesione pronta, spontanea e numerosa alle squadre antincendio allestite dai Comuni.
I volontari alpini, inquadrati nelle squadre comunali, sono intervenuti innumerevoli volte in fase operativa durante i, purtroppo, frequenti incendi ed hanno preso parte alle numerose esercitazioni intercomunali tenutesi in provincia: a Medea nel 1990, a Ronchi nel 1991, a Fogliano nel 1992, a Monfalcone nel 1995.
Altrettanto entusiastica è stata anche la partecipazione alle esercitazioni di Protezione Civile organizzate dalla nostra Associazione, prima a livello nazio­nale e successivamente a livello triveneto, da parte di alcuni Gruppi, quali Gorizia, Monfalcone e Lucinico.
Altri Gruppi hanno preferito aderire a nuclei di Protezione Civile localmente gestiti dai Comuni, quali Villesse e Medea.
A tale proposito si ricorda che il 20 luglio 1992 tutte le Sezioni della nostra Regione hanno firmato, per mano del Presidente Caprioli, un protocollo d’intesa con la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.
Tale atto prevede, tra l’altro, al punto 2): “Le Sezioni dell’ANA esistenti nel Friuli-Venezia Giulia collaborano con la Regione per la protezione civile tramite l’apporto dei propri volontari e/o mezzi nell’attività di previsione, prevenzione, soccorso e avvio della ripresa, impegnandosi alla mobilitazione ove l’autorità regionale lo richieda...omissis…
La disponibilità potrà essere assicurata anche in caso di esercitazioni che verranno richieste dalle Amministrazioni locali, nel quadro del coordinamento della Direzione regionale della P.C.”.
Ed al successivo punto 3) lettera B): “L’ANA costituisce nell’ambito delle proprie Sezioni, nuclei operativi di volontari che potranno essere impiegati sul territorio regionale direttamente su richiesta della Direzione regionale della P.C. Nelle ipotesi di attività esercitative, addestrative ed operative dell’ANA, l’Associazione stessa potrà disporre di tutti i propri volontari, compresi quelli inseriti dei Gruppi comunali, previa tempestiva comunicazione all’Autorità comunale ovvero alla Direzione regionale della P.C.”.
L’attività svolta a tutt’oggi dal Nucleo sezionale di P.C. può essere così riassunta:
- Giugno 1989: Esercitazione nazionale P.C. “ANA 4” a Trieste, con 9 volontari dei Gruppi di Gorizia, Monfalcone, Ronchi e Fogliano-Redipuglia. Settembre 1989: Esercitazione triveneta P.C. “Triveneto 1”, a Bassano del Grappa con 24 volontari dei Gruppi di Gorizia, Monfalcone e Lucinico ed una ambulanza. Dicembre 1989: Esercitazione di P.C. “lsonzo 89” a Poggio Terza Armata con 10 volontari dei Gruppi Monfalcone e Gorizia.
- Giugno 1990: Esercitazione nazionale P.C. “ANA 5” a Trento, con 17 volontari (compresi 2 amici) dei Gruppi Gorizia, Monfalcone e Lucinico. Settembre 1991: Esercitazione triveneta P.C. “Tagliamento 91’ a Latisana organizzata dalla Sezione di Udine, con 27 volontari (compresi 3 amici) dci Gruppi Gorizia, Monfalcone e Lucinico, nei giorni 20, 21 e 22.
- Aprile 1992: Esercitazione triveneta P.C. “Malcesine 92” organizzata dalla sezione di Verona, con 15 volontari (compresi 2 amici) dei Gruppi di Gorizia, Monfalcone e Lucinico.
- Nel 1992, inoltre, è stata indetta la giornata nazionale di Protezione Civile dell’A.N.A., da effettuarsi ogni anno nel mese di Giugno.
Nel corso di tale giornata, in ogni Sezione dovranno essere effettuati e docu­mentati interventi a favore delle comunità locali.
Alla prima giornata, hanno aderito sette Gruppi della Sezione con lavori di varia natura effettuati nei rispettivi Comuni. L’anno successivo, solamente 3 Gruppi hanno effettuato la esercitazione, che dovrà essere ripetuta, come stabilito dalla sede nazionale, ogni anno, sempre nel mese di giugno.
Deve essere anche ricordato l’intervento effettuato all’estero, precisamente a Punta Salvore in Istria, dove, assieme a volontari di altre Sezioni della regione, gli Alpini hanno contribuito all’allestimento di un campo profughi. Sette Alpini ed un amico dei Gruppi di Gorizia e Monfalcone si sono alternati in più riprese nei mesi di luglio, novembre e dicembre dello scorso anno. Per concludere va ancora menzionato che, nell’ambito delle manifestazioni previste per celebrare i 70 anni della Sezione e a dimostrazione dell’efficienza raggiunta, il Nucleo di Protezione Civile si è assunto l’impegno dell’organizzazione, nei giorni 24, 25 e 26 Settembre, di una esercitazione triveneta denominata “Sontium 93” alla quale hanno già aderito centinaia di volontari di numerose Sezioni.



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Dr. Radut | protezione_civile