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INAUGURAZIONE LAPIDE AL PARCO DELLA RIMEMBRANZA AL MONUMENTO ALL’ALPINO DELLA JULIA - 28 gennaio 2012

Ricordo Adunata Nazionale Alpini 1951 a Gorizia

“Il dovere di ricordare quanti sono caduti in terra di Russia, alpini e soldati di tutti gli altri Corpi, che con grande sacrificio hanno compiuto fino in fondo il proprio dovere”. Questo il saluto del Presidente sezionale ANA PaoloVerdoliva alla cerimonia per l’inaugurazione della lapide al Monumento all’Alpino della Divisione JULIA al Parco della Rimembranza nel contesto del 69° Anniversario della Battaglia di Nikolajewka.
Un momento toccante e pieno di emozione che ha visto la presenza, oltre che del Prefetto Maria Augusta Marrosu, delle più alte Autorità civili e militari unitamente all’Assessore Baresi in rappresentanza del Sindaco Romoli ed una delegazione di tutti i Gruppi con i propri gagliardetti e di diverse associazioni d’arma.
Verdoliva ha spiegato l’origine della lapide che trovava collocazione sull’edificio dell’allora Caserma del 9° Reggimento Alpini distanza in Campagnuzza fino all’8 settembre1943, ora in fase di completa ristrutturazione perché destinato ad altri scopi.
La lapide venne posta il 22 aprile 1951 dal Comune e dall’ANA di Gorizia in ricordo dell’unica ed indimenticabile Adunata Nazionale che si svolse nella nostra città alla presenza dell’allora Sindaco l’ufficiale di artiglieria alpina Ferruccio Bernardis e del Presidente sezionale dott. Italo Querini.
Apprezzato il saluto dell’Assessore Dario Baresi che ha ringraziato per la specificità dell’incontro nell’inscindibile legame che il Corpo aveva con la città di Gorizia.
Al termine della cerimonia è stato salutato con grande gioia l’alpino Attilio Bortolussi, classe1921, giunto appositamente da Zoppola di Pordenone, reduce di Russia, vivendo in prima persona i tragici momenti di Nikolajewka per rendere onore al Generale Antonio Monzani che ha condiviso con lui la terribile esperienza di quei terribili giorni, restandogli vicino fino al suo ritorno in patria. Un dovere di riconoscenza all’ufficiale e all’uomo, umile, discreto e pieno di umanità, che non ha mai voluto staccarsi dai suoi artiglieri, “montagnini”,che lo hanno salvato nella gelida steppa russa,gravemente ferito durante la ritirata.

MILIO



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