Skip to Content

Il libro verde della solidarietà alpina

Solidarietà: una parola bella, importante, spesso usata, ancor più spesso abusata; oggigiorno tutti o quasi, soprattutto quando vogliono dire qualcosa d’importante o “sentirsi” importanti, si riempiono la bocca con questa parola, che fa molto “trendy”.
Peccato che “solidarietà” non sia che una parola, appunto, un contenitore da riempire, da riempire di contenuti importanti, che servano ad aiutare il prossimo, e non solo per farsi ben vedere in operazioni di facciata.
In Italia ci sono molte organizzazioni dedite al volontariato – il famoso “terzo settore” – che, impegnando in modo del tutto volontario i propri iscritti senza nulla chiedere, operano a favore della società in decine di campi, dalla Protezione Civile alla salute, alla cura degli “ultimi”; sono queste organizzazioni che, spesso, si presentano come unica risorsa a disposizione della comunità, unico baluardo d’impegno civile in questi tempi di crisi.
In prima linea, ovviamente, ci sono anche gli Alpini; tenendo ben fisso in mente il motto coniato dall’indimenticato Presidente Nazionale Leonardo Caprioli “ricordare i morti aiutando i vivi” le Penne nere si sono sempre distinte in opere di aiuto e sostegno verso la popolazione civile: a partire dalla tragedia del Vajont al  terremoto in Friuli, fino ai recenti fatti d’Abruzzo l’Associazione Nazionale Alpini, di concerto con le Truppe Alpine e le altre Associazioni, ha sempre dato un importantissimo aiuto, fisico e morale.
Ma non sono solo le tragedie, che purtroppo accadono, a far muovere il grande cuore degli Alpini; spesso, anzi, sono proprio le opere “minori” che vedono i nostri soci in prima linea, opere che servono a preservare l’immenso patrimonio naturale ed umano della collettività, opere che  servono – anche – a prevenire guai maggiori.
E allora via con le opere di pulizia degli argini, di disboscamento di tratti di foresta impervi, di contenimento d’incendi d’estate e di prevenzione degli stessi d’inverno, di partecipazione a manifestazioni quale il Banco Alimentare; questi lavori vengono svolti dagli alpini con massimo impegno e grinta, e vengono ammirati per la capacità operativa di un’associazione che sempre riscuote un largo consenso nella società civile.
Tutti i dati dell’immensa mole di lavoro macinato dagli Alpini trova spazio, come di consueto, nell’annuale “Libro verde della solidarietà”, una sorta di compendio delle molteplici attività fatte sotto l’egida della Penna nera: E’ un rendiconto approssimato... per difetto: perchè gli alpini sono restii a dire ciò che fanno di bene, quindi non sempre registrano e comunicano il frutto del loro lavoro.
Nonostante queste reticenze il risultato è grandioso!                                                                                           
 Settantacinque milioni di euro tra somme raccolte e ore di lavoro effettuate dai volontari: è questo il magnifico risultato della solidarietà alpina nel 2009. Ai numeri dell’attività ordinaria (equivalenti a 53,5 milioni di euro) si sono aggiunti gli oltre 21 milioni di euro dell’attività in Abruzzo, colpito dal sisma del 6 aprile 2009. Tra le attività ricordiamo la Giornata nazionale della colletta alimentare, i quasi 8000 alpini donatori di sangue, senza dimenticare le ingenti quantità di materiali raccolti da alcune Sezioni ANA e donati alla popolazione afgana, grazie all’impegno degli alpini in armi in missione all’estero.
Anche la Sezione ANA di Gorizia, pur nel suo piccolo, si è distinta per senso del dovere e spirito d’iniziativa:

•    ore per l’Abruzzo: 2960,00
•    somme per l’Abruzzo: €. 5137,00
•    ore lavorate: 6089,00
•    somme: €. 15171,00

Certo, tutto è migliorabile e perfettibile ma l’impegno della Sezione di Gorizia, di tutti i suoi Gruppi, è sicuramente sincero e tenace, come solo gli Alpini sanno essere, sinceri e tenaci.

ALP. Roberto BUFFOLINI



Utenti in linea

Attualmente ci sono 0 utenti e 6 ospiti
Dr. Radut | libro_verde